Pissarro, l’arte rivoluzionaria di un ribelle dal cuore d’oro

Camille Pissarro, l’anima dell’Impressionismo è il titolo dell’esposizione che raccoglie alle Scuderie del Castello di Pavia una selezione di opere provenienti da musei di tutto il mondo. Attraverso importanti lavori di Camille Pissarro, si possono ripercorrere le tappe fondamentali della sua evoluzione artistica che lo hanno reso una figura indispensabile per la nascita e lo sviluppo del movimento impressionista.

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Un ribelle dall’animo generoso e dalla sensibilità artistica rivoluzionaria. Così si potrebbe definire il maestro dell’Impressionismo, nonché fondatore  del gruppo.  Il più aperto alle tecniche rivoluzionarie, il più disponibile, colui che cerca sempre di mettere pace nei frequenti dissidi fra i vari componenti del gruppo e la persona carismatica con cui i colleghi più si confidano e a cui chiedono consigli.
Camille Pissarro fu senza dubbio la figura centrale all’interno del gruppo. Grazie al suo forte temperamento e alla capacità di dare consigli divenne punto di riferimento per i suoi compagni e per molti giovani artisti indipendenti dell’epoca – come Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh – svolgendo un ruolo fondamentale nella promozione dell’arte.

Il percorso espositivo allestito alle Scuderie del Castello è innovativo e emotivo. In linea con l’esposizione precedente dedicata con successo a Monet,  anche questa mostra permetta di scoprire e di entrare in contatto diretto con l’uomo oltre che con l’artista. Infatti proprio Pissarro, attraverso un suggestivo racconto in prima persona, accompagna i visitatori in un meraviglioso viaggio per le sale espositive.
Liberamente ispirato al libro Vortici di Gloria. Il romanzo degli impressionisti, firmato da Irving Stone, il racconto narrato  ricostruisce le vicende artistiche e umane del più grande protagonista dell’Impressionismo. E, oltre a fornire cenni storico-artistici e biografici sull’artista, si concentra sulle sensazioni e sulle emozioni più intime di Pissarro.

La mostra è un vero spettacolo sensoriale in cui le opere, protagoniste indiscusse, si animano attraverso le parole di Pissarro, le suggestive immagini proiettate e i profumi evocativi selezionati in base ai temi trattati con il risultato di avvolgere il visitatore nel mondo intimo dell’artista. Le video proiezioni offrono approfondimenti testuali sui dipinti esposti e si rivelano utili per comprendere al meglio quello che si sta ammirando.

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Il racconto inizia con il periodo della gioventù, dal 1857 al 1870, e le prime esperienze che hanno avvicinato Pissarro al mondo dell’arte.
Pisarro era ribelle? Sì. Infatti fin da giovanissimo sente stretti quei modi conformisti di casa, incentrati sulla volontà di far passare per tipicamente borghese una famiglia che non lo è. Non è cosa consueta, nelle Piccole Antille dove Camille nasce, l’unione fra la madre Rachel, una creola ebrea, e il padre Frederic, ebreo francese di origine portoghese.
In onore al conformismo, però, i genitori mandano il figlio a completare gli studi a Parigi, e poi lo mettono a lavorare nell’attività commerciale di famiglia. Camille vuole spezzare le catene che lo legano a quella vita borghese e fugge in Venezuela con il pittore danese Fritz Melbye. In seguito si sposta a Parigi. Si tuffa nell’ambiente artistico e inizia a studiare all’école des Beaux-Arts, visitando a lungo il Salon (punto di riferimento dell’arte del tempo). Rimane molto colpito dai lavori di Jean-Baptiste Camille Corot, con cui comincia a lavorare, e dai paesaggisti della scuola di Barbizon.

Le due opere rappresentative di Corot, esposte alla mostra, mostrano come la produzione di Pissarro di questo primo periodo sia fortemente influenzata dallo stile accademico. Sono di questo periodo i suoi paesaggi a colori scuri, preparati con cura e secondo gli insegnamenti del tempo, realizzati con costruzioni semplici: è con queste informazioni che bisogna accostarsi ai quadri in mostra, Le Chemin, Paysage Hivernal, Un jardin de roses del 1862 e Lisière du Bois del 1867.

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Camille Pissarro. Paysage près de Louveciennes, 1870, olio su tela,45,8 x 55,7 cm. Southampton City Art Gallery

Questi sono anche gli anni in cui Pissarro entra in contatto con il gruppo di coetanei che sta iniziando a sperimentare l’impressionismo, pur non rimanendone subito attratto. Nel 1860 Pissarro si lega sentimentalmente con Julie Valley, la domestica cattolica che gli darà otto figli. Questo fidanzamento provoca la rottura profonda con la famiglia d’origine. I genitori non possono tollerare una scelta così scandalosa. Camille non si sposa con Julie fino alla morte del padre, ma intanto i rapporti si deteriorano e con loro anche la sua situazione finanziaria.  I due si stabiliscono in campagna vicino a Louveciennes, mantenendo un piccolo appartamento a Parigi, utile per gli incontri al Caffè Guerbois, luogo in cui gli artisti dell’epoca come Manet, Renoir, Monet e si ritrovano e intavolano discussioni sull’arte.

Inizia un periodo molto proficuo per il pittore. In quegli anni le opere  di Pissarro appaiono chiaramente legate agli ambienti impressionisti. Il suo stile prende forma, i suoi quadri si distinguono per originalità e per il nuovo modo di osservare e rappresentare la natura. Si tratta sempre di paesaggi, ma i contorni precisi di una volta e l’attenta modellatura degli oggetti svaniscono, mentre compare come protagonista la luce, l’effetto che crea sugli oggetti e sulla natura. Lo dimostra il bellissimo scenario rappresentato in Paysage près de Louveciennes, proveniente dalla Southampton City Art Gallery. Pissarro lavora spesso con i suoi amici del gruppo impressionista: talvolta scelgono assieme uno stesso soggetto, si confrontano ed espongono insieme le loro opere in mostre che si contrappongono di principio ai Salon conformisti.

Camille Pissarro. Dulwich College, c. 1871, olio su tela,50 x 61 cm. Fondation Bemberg, Toulouse

Camille Pissarro. Dulwich College, c. 1871, olio su tela,50 x 61 cm. Fondation Bemberg, Toulouse

A causa della guerra franco- prussiana, nel 1870, Pissarro abbandona le centinaia di opere prodotte nell’ultimo periodo e si trasferisce con la famiglia a Londra dove, nonostante il periodo difficile, porta avanti la sua produzione artistica dipingendo una serie di scenari inglesi come Dulwich College (c.1871).
Grazie a una proiezione suggestiva e al racconto emozionante da cui emerge il dolore del pittore davanti alla devastazione di anni di lavoro, si rivive Il momento traumatico dell’occupazione della casa di Louveciennes e la distruzione di gran parte delle sue opere, da parte dell’esercito prussiano.

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Camille Pissarro. Flowering Orchard, 1871, olio su tela 39,1 x 56,4 cm. MNAR, Muzeul National de Artă al Romăniei, Bucarest

Terminata la guerra, nel giugno del 1871, Pissarro torna alla casa di Louveciennes e, nonostante i problemi economici, grazie al suo spirito tenace inizia a realizzare una serie di splendidi paesaggi come Flowering Orchard (1871) e L’Oise à Pontoise (1876) esposti in mostra. E’ un momento di ripresa e di forte ispirazione per Pissarro, dalle sue parole il visitatore  percepisce l’entusiasmo e la carica legata alla produzione di nuovi quadri.

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Camille Pissarro. L’Oise à Pontoise, 1876, olio su tela, 53,5 x 64 cm.
Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam
Creditline photographer: Studio Tromp, Rotterdam

Fra tutti gli impressionisti Pissarro è il meno individualista e il più attento all’unione del gruppo. Condivide con piacere le sue scoperte stilistiche ed è profondamente convinto che ogni nuova conoscenza vada messa a disposizione della comunità.
Questo spirito generoso che fu un punto di riferimento non solo per i suoi compagni impressionisti ma anche per altri grandi artisti del periodo. A testimonianza dell’importanza degli insegnamenti e degli incoraggiamenti che Pissarro ha saputo infondere ai suoi colleghi la mostra vanta Tête de jeune paysan di Paul Gauguin, che definì Pissarro il suo “cher professeur” con cui lavorò per circa cinque anni, e Portrait of an old man di Vincent Van Gogh al quale Pissarro darà diversi consigli sullo stile pittorico delle sue prime tele.
L’amore immenso per la pittura e la dedizione per l’insegnamento si ritrovano anche nella famiglia di Pissarro: otto figli di cui cinque diventeranno pittori tra cui Lucien Pissarro, di cui alcune opere esposte alle Scuderie mostrano l’influenza pittorica e stilistica del padre.

 

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Camille Pissarro. La Verger à Eragny, 1896, olio su tela 54,6 x 65,4 cm. Carmen Thyssen-Bornemisza Collection, on loan at the Thyssen-Bornemisza Museum, Madrid

Una sala della mostra è interamente dedicata all’importanza per Pissarro della natura e della pittura en plein air. Il pittore ama trascorrere giornate intere all’aria aperta osservando e dipingendo i paesaggi rurali. A differenza degli altri impressionisti, si concentra sulla campagna umile da cui riesce a far emergere con dolcezza i campi coltivat, la terra lavorata dai contadini, la semplicità rustica senza alcun tentativo di abbellire il paesaggio.
Attraverso proiezioni arricchite da suoni d’ambiente e profumi campestri, si rivive l’atmosfera della pittura en plein air mentre si ammirano importanti lavori come La Verger à Eragny (1896) proveniente dal Thyssen Bornemisza Museum di Madrid e Paysage à Berneval (1900) del National Museum di Belgrado.

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Camille Pissarro Boulevard Montmartre: Mardi Gras, 1897, olio su tela 63 x 80 cm-
The Armand Hammer Collection, Gift of the Armand Hammer Foundation. Hammer Museum, Los Angeles

Il percorso espositivo termina con le parole toccanti dell’artista che descrivono gli ultimi anni della sua vita in cui è costretto, a causa di un’infezione agli occhi che non gli permette di dipingere più all’aria aperta, a stabilirsi in un hotel a Parigi. La stanza d’albergo diviene il nuovo atelier di Pissarro da cui, nonostante la malattia, continua a lavorare osservando la città e rappresentando i celebri boulevard parigini da differenti angolazioni e in diverse ore del giorno. Attraverso splendide vedute come Boulevard Montmartre: Mardi Gras (1897) e Place du Theatre Francais, Pissarro riesce, grazie ad uno straordinario gioco di luci e una composizione armonica, ad animare le strade della vita cittadina.
La mostra offre quindi diversi strumenti per un’intensa esperienza alla scoperta dell’opera e della vita di uno dei più grandi maestri dell’Impressionismo, l’unico che – dal 1874 al 1886 – abbia partecipato a tutte le mostre del movimento.

Catalogo Rubbettino Editore

Pissarro, l’anima dell’impressionismo
fino al 2 giugno 2014
Scuderie del Castello Visconteo
Piazza Castello
Orari
Dal lunedì al venerdì: 9 – 19
Sabato, domenica e festivi: 9– 20
La biglietteria chiude un’ora prima
 
Biglietti ( include l’ingresso alla Quadreria dell’Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia)
Intero: 15 euro
Ridotto: 13 euro
Ridotto speciale: 10 euro dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 13 -14
dal sabato a domenica nella fascia oraria 9 – 10
 
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Catalogo
Rubbettino Editore
www.rubbettinoeditore.it

Author: Mara Locatelli

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