La Divina marchesa: musa, dark lady e mito

Era colta, intelligente e ricca. Molto ricca. Ma quello che fece la differenza tra Luisa Casati e altre ereditiere del tempo furono probabilmente il narcisismo e il desiderio di essere sempre al centro dell’attenzione. Con il suo maquillage intenso, gli abiti eccentrici, la passione per l’occultismo e una vita sopra le righe, la marchesa Luisa Casati ha incarnato la quintessenza del Decadentismo. Ed è stata protagonista dell’arte del primo Novecento

casati- fortuny

 

Marchesa Casati

Marchesa Casati, Man Ray

A lei, la Divina Marchesa come la definì d’Annunzio di cui fu amante e musa citata in molte opere, il museo Fortuny di Venezia dedica la grande mostra “La Divina Marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli anni folli” (fino all’8 marzo 2015).

Un centinaio di opere, tra dipinti, disegni, abiti, gioielli, sculture e fotografie raccontano il mito di questa dark lady, ma anche musa di surrealisti, fauvisti, dadaisti e futuristi, che con le sue follie affascinò i più grandi artisti del tempo da Boldini a Bakst, da Marinetti a Balla, da Man Ray ad Alberto Martini, da Van Dongen a Romaine Brook.

L’esposizione, curata da Fabio Benzi e Gioia Mori, offre una quantità di opere e oggetti posseduti o ispirati a questa donna legatissima a Venezia, location preferita per le sue feste passate alla storia: fu lei, prima dell’altrettanto eccentrica, Peggy Guggenheim, ad affittare palazzo Venier dei Leoni, trasformandolo in un luogo di magie dall’aura leggendaria.

Stravagante ed eccessiva, basti pensare ai pitoni veri sfoggiati attorno al collo e al nude look, dilapidò la sua immensa fortuna (morì a Londra nel 1957 nella più triste indigenza) in travestimenti mozzafiato e in feste spettacolari di cui fu ideatrice e principale interprete, in case allestite come musei, in opere d’arte.

 

“Essere diversa significa essere soli. Non amo ciò che è ordinario. Quindi sono sola” Luisa Casati

 

marchesa casati

Ca’ Venier dei Leoni. Festa in costume. Mariano Fortuny y Madrazo La marchesa Casati con Giovanni Boldini, 1913

Emblematico il ritratto della Casati del 1912 firmato da Léon Bakst, il costumista dei Ballets russes, che da quello stesso anno creò per la marchesa scenografici abiti per le feste più mondane. Una passione per i mascheramenti testimoniata anche dal celebre ritratto con piume di pavone di Boldini del 1913.

Le opere provenienti da collezioni inglesi e francesi di Alastair – il barone esteta amico di d’Anunzio – raccontano la dimensione di dona fatale, identificando la Casati con le immagini degli “idoli di perversità” allora di moda, da Messalina a Salomè, elaborati tra il 1914 e i1919.

Il percorso offre la vista della straordinaria collezione di lavori e ritratti a lei dedicati, da quelli come icona futurista di Giacomo Balla e Umberto Boccioni alle tele del suo “ritrattista” ufficiale Alberto Martini ai dipinti di Romaine Brooks, senza scordare le invcedibili fotografie firmate Man Ray. Lo scatto in cui gli occhi sfocano e diventano sei, per un errore nello sviluppo della pellicola, colpì molto la nobildonna. Quella foto, esposta a Venezia, fece il giro dell’Europa e divenne un’icona surrealista.

 

Alberto Martini,  marchesa Casati in Euterpe, 1931

Alberto Martini, marchesa Casati in Euterpe, 1931

La Divina Marchesa
Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli
4 ottobre 2014 – 8 marzo 2015

Palazzo Fortuny
San Marco 3958 San Beneto,
Venezia

Orari
Da mercoledì a lunedì 10-18
Chiuso il martedì

Biglietti (audioguida inclusa)
Intero 12 euro
Ridotto 10 euro

www.mostracasati.it
www.ticket.it/casati

Author: Alice Scacchi

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